La decisione dopo la crisi di Ceuta. Madrid definisce la decisione italiana «ingiusta, contraria agli interessi dell'Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola»

Il governo spagnolo chiede all’Italia di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti il primo agosto dopo la crisi migratoria a Ceuta. E avverte che, in caso contrario, adotterà misura di risposta «proporzionali». In una nota ufficiale, l’esecutivo di Madrid definisce la decisione italiana «ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola», sostenendo che sia stata adottata «senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità».

La crisi di Ceuta e Schengen

Una settimana fa il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione è stata assunta «a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere» che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto al Viminale. Dopo un confronto telefonico tra Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, «è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia».