Di: Il giardino di Albert / Matteo Martelli Incontrare nuove persone, visitare luoghi da cartolina e lanciarsi in attività originali da fotografare e condividere con gli amici sui propri canali social: anche durante il nostro tempo libero in vacanza sembriamo avere un irrefrenabile bisogno di programmi. Sarà la nostra società orientata alla produttività, sarà la nostra incapacità di concederci una pausa in un modo che ci vuole sempre connessi, ma fermarsi, per davvero, sembra essere diventato un lusso per pochi. Eppure, concedersi dei momenti di autentica inattività da trascorrere con sé stessi, senza smartphone, musica o altre forme di intrattenimento, non significa perdere tempo, anzi. Quando non facciamo assolutamente nulla, ci stiamo prendendo cura del nostro corpo e della nostra mente. Le vacanze: un lusso irrinunciabile nell’era dei socialRSI Info 24.06.2025, 10:58Il corpo che rallentaBasta osservare cosa succede al nostro organismo quando smettiamo di essere continuamente sollecitati. Quando ci concediamo qualche minuto senza stimoli e senza obiettivi, il corpo può passare progressivamente dalla modalità simpatica, associata all’attivazione e alla risposta allo stress, a quella parasimpatica, che favorisce il recupero.Il cuore rallenta, la respirazione si regolarizza e la pressione sanguigna può diminuire. Anche il cortisolo, uno dei principali ormoni coinvolti nella risposta allo stress, tende a ridursi quando viene meno lo stato di allerta. Un indicatore utile per osservare questi cambiamenti è la variabilità della frequenza cardiaca, cioè la naturale variazione degli intervalli tra un battito e l’altro. Una maggiore variabilità è generalmente associata a una migliore capacità dell’organismo di adattarsi alle diverse condizioni.Il punto, però, non è che quindici minuti di inattività possano “curare” lo stress. Piuttosto, rappresentano una condizione favorevole al recupero. Il nostro organismo non è progettato per rimanere continuamente acceso: alternare attivazione e riposo è parte del suo normale funzionamento.https://rsi.cue.rsi.ch/info/ambiente/Spazi-verdi-in-citt%C3%A0-un%E2%80%99ancora-di-salvezza-per-il-nostro-relax--3594540.htmlAnche le cellule hanno bisogno di una pausaFermarsi significa inoltre lasciare spazio ai processi di manutenzione dell’organismo. A livello cellulare, uno dei meccanismi più importanti è l’autofagia, attraverso cui le cellule degradano e riciclano componenti danneggiati o non più necessari. È un sistema fondamentale per il loro mantenimento e per il ricambio dei materiali che le compongono.Questo non significa, però, che basti semplicemente sedersi sul divano perché l’autofagia si “accenda” e inizi una sorta di pulizia generale dell’organismo. Il processo è molto più complesso e dipende da numerosi fattori fisiologici e metabolici. Il riposo resta comunque una componente essenziale dell’equilibrio dell’organismo, insieme al sonno, all’alimentazione e all’attività fisica.Il principio è semplice: per funzionare bene, il corpo ha bisogno non soltanto di consumare energia, ma anche di recuperarla e di dedicare risorse alla riparazione e al mantenimento.L’autofagia è il sistema di pulizia e riciclo delle cellule: elimina le parti danneggiate o non più necessarie e permette di riutilizzarne i componentiIstock Il cervello comincia a vagareMa è forse nel cervello che il “far nulla” rivela il suo lato più sorprendente. Quando non siamo impegnati in un’attività precisa e non riceviamo continuamente stimoli dall’esterno, entra in gioco quella che in neuroscienze viene chiamata default mode network, la rete a modalità predefinita.È coinvolta nei momenti in cui lasciamo vagare la mente, riflettiamo su noi stessi, ripercorriamo ricordi o immaginiamo scenari futuri. Non è quindi una condizione di inattività cerebrale: al contrario, il cervello continua a lavorare, ma in una modalità diversa da quella richiesta quando siamo concentrati su un compito.È proprio qui che possono emergere associazioni inattese, ricordi, intuizioni e nuove idee. La mente, libera dalla necessità di rispondere continuamente a uno stimolo esterno, può creare collegamenti tra informazioni apparentemente lontane.28:40Cervello attento, cervello distrattoIl giardino di Albert 28.03.2026, 18:00Imago ImagesAlessandra Bonzi Perché oggi è così difficile annoiarsi?Un esperimento pubblicato nel 2014 sulla rivista Science e curato dall’ Università della Virginia e di Harvard aveva mostrato quanto possa essere difficile per alcune persone rimanere sole con i propri pensieri. I partecipanti venivano lasciati in una stanza senza particolari stimoli e potevano scegliere se premere un pulsante che provocava una piccola scossa elettrica. Una parte significativa dei partecipanti preferì utilizzare il dispositivo piuttosto che trascorrere il tempo semplicemente con sé stessi. Il problema è che siamo diventati molto bravi a evitare il vuoto. È sufficiente osservare cosa accade mentre aspettiamo: alla cassa del supermercato prendiamo il telefono, al semaforo controlliamo i messaggi, in sala d’attesa scorriamo i social. Ogni intervallo nella nostra quotidianità viene riempito.In un periodo che per molti coincide con le vacanze, può quindi essere l’occasione per lanciarsi nell’esercizio: sedersi davanti al mare, guardare il lago, fare due passi senza una meta o semplicemente restare sul divano. Non perché queste attività siano una terapia, ma perché possono permetterci di interrompere per un po’ il ritmo a cui siamo abituati e aiutarci – forse – a trovare quell’ispirazione che ancora stiamo cercando.
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