"Come professionisti della salute non rispondiamo a logiche di partito ma alla tutela della salute umana. Non tutte le persone con capacità di gravidanza si identificano come donne: può non piacere, ma succede, e la professione di ostetrica si deve evolvere per gestire al meglio anche queste scelte di vita". Lo spiega all'ANSA Antonella Marchi, presidente onoraria dell'Associazione italiana Ostetricia (Aio), promotrice del congresso in programma a ottobre a Riccione, rispondendo alle polemiche sollevate dai deputati di Fnv riguardo al corso sul tema gravidanza e allattamento nella comunità trans.
Società scientifica riconosciuta dal ministero della Salute, l'Aio chiarisce come, già da anni, la professione abbia iniziato a trovarsi di fronte a tematiche che incrociano i cambiamenti in atto nella società. "Invece di attaccare, con un dibattito montato a fini della speculazione, chi si aggiorna e studia, si pensi a fare politica. E fare politica - precisa Marchi - è creare cure giuste, eque, complete e centrate sulla persona. Le trans, come tutti, hanno diritto a cure mediche complete, inclusive e autodeterminate tra cui l'accesso all'aborto sicuro per eliminare le morti materne e all'avviamento all'allattamento". "Nel 2024, ad esempio, abbiamo iniziato ad approcciarci alla riabilitazione del pavimento pelvico in persone operate, ovvero uomini diventati donne. O della mancanza di screening oncologici per l'Hpv in persone che hanno l'utero ma non si identificano come donne e non lo sono anagraficamente, tema su cui c'è un evidente vuoto normativo. La loro salute, come quella di qualsiasi altra persona, è competenza anche nostra". Tutti questi sono temi di cui si discuterà al congresso nazionale che, assicura Marchi, "ha visto il sold out in pochissimi giorni, proprio a conferma della grande necessità e interesse di formazione sul campo".












