Bologna, 11 agosto 2026 – “Le donne che si trovano ad affrontare tutto queste sono spaventate. Terrorizzate all’idea di essere giudicate. Invece devono sapere che possono rivolgersi all’ospedale che, con il percorso ‘Mamma segreta’, le seguirà e si prenderà cura di loro e del feto per tutto il tempo. Senza nessun giudizio”. Claudio Meloni è direttore dell’Ostetricia dell’Azienda Usl di Bologna. Al Maggiore, negli ultimi cinque anni, si sono registrati tra i due e i cinque casi all’anno di parto in anonimato.
Dottor Meloni, partiamo dalla piccola Maria Stella, lasciata nella Culla per la Vita accanto all’istituto delle suore di via Tambroni, sabato sera.
“Questa bimba è caduta nell’ultima rete di protezione prima di finire nella cronaca nera. Per fortuna che è andata così, ma immagino la paura di questa donna, perché comunque in quella situazione sei da sola. Invece, se la mamma avesse saputo di poter partorire in anonimato, avrebbe potuto ricevere tutte le cure del caso e la sicurezza sarebbe stata molto maggiore sia per lei che per la piccola. In questo caso (di Maria Stella, ndr) purtroppo però non abbiamo la storia del paziente: non si sa cioè se avesse svolto controlli o visite mentre portava avanti la gravidanza.”.










