Mentre cresce l’attenzione nei confronti della violenza ostetrica e si diffondono approcci radicali al parto, un progetto gratuito offre dati oggettivi sui punti nascita italiani, per promuovere scelte informate e migliorare i servizi ospedalieri
di Giulia Mattioli
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Scegliere dove partorire è una delle decisioni più delicate e complesse che una donna si trovi ad affrontare durante la gravidanza. Un momento carico di aspettative e paure, in cui il desiderio di sentirsi al sicuro si intreccia con quello di essere rispettate, ascoltate, accolte. Ma come orientarsi, soprattutto nelle grandi città dove l’offerta è ampia? C’è chi si affida all’ospedale dotato di terapia intensiva neonatale, chi segue il proprio ginecologo di fiducia, chi chiede consigli ad amiche o parenti. E poi c’è chi si perde nel mare di racconti, recensioni e opinioni online, senza un reale punto di riferimento. Per aiutare a compiere questa scelta l’ostetrica Alessandra Bellasio ha dato vita a Best Birth, piattaforma digitale gratuita pensata per mettere ordine in un panorama ultra-frammentato, offrendo informazioni il più possibile oggettive sui punti nascita italiani. Informazioni che provengono dalle mamme stesse e dalle loro esperienze di parto. “È un progetto che porto avanti a scopo sociale, solidale, per migliorare la qualità dell’assistenza” racconta Alessandra Bellasio.








