di

Sara Bettoni

La 17enne milanese ha lasciato ieri l'ospedale: prima di lei erano stati dimessi in undici. «La prima cosa che farò? Ordinare sushi, devo recuperare 14 chili. Mi dovrò proteggere dal sole con un ombrello, creme, cappello, occhiali scuri. La strada è ancora lunga, ma questo è il primo passo»

Alle 16.36 di ieri pomeriggio Francesca è in auto, seduta accanto al papà Stefano al volante. Un piccolo momento di quotidianità che temeva di non poter rivivere. «L’ultima volta che sono salita su questa macchina — racconta in vivavoce al telefono — era la notte di Capodanno e stavamo andando dal Le Constellation di Crans-Montana all’ospedale di Sion». Il corpo bruciato dalle fiamme che avevano raggiunto il 70% della sua pelle, il fumo acre nei polmoni. I genitori l’hanno trovata sotto choc nel bar di fronte al locale, coi vestiti a brandelli, mentre ripeteva: «Sono morta?».Finalmente, il 13 agosto, il traguardo. Dopo 224 giorni di ricovero, la maggior parte dei quali trascorsi al Niguarda, la 17enne è rientrata a casa. La studentessa del liceo Virgilio è l’ultima dei feriti del rogo a lasciare l’ospedale milanese.Francesca, come stai?«È una sensazione bellissima. Non credevo che sarei tornata su questa macchina. Quella notte papà ha infranto tutti i limiti di velocità per portarmi in ospedale. Oggi è una seconda data di nascita, un altro compleanno».