Milano, 14 giugno 2026 – Manca qualche minuto alle tre del pomeriggio quando la testa di Francesca spunta dietro il vetro della finestra al primo piano del Centro ustioni del Niguarda e gli amici le srotolano sotto gli occhi la sorpresa: “Buon compleanno Francy”.

“Sii forte e coraggiosa, noi siamo sempre qui a fare il tifo per te, ti vogliamo tanto bene”, un collage di fotografie con scritto “Auguri alla nostra Franca”, perché ciascuno ha il suo modo di chiamarla perché qui sotto si incontrano tutti i mondi della ragazza che compie diciassette anni nell’ospedale in cui ha passato gli ultimi cinque mesi e mezzo, dopo essere sopravvissuta all’incendio di Capodanno a Crans-Montana.

A cantarle tanti auguri in video-chiamata c’è il suo migliore amico, quello cui voleva telefonare anche dalla terapia intensiva; ci sono le amiche dell’oratorio di Buscate- solo questa causa di forza maggiore l’ha tenuta lontana dal entro estivo dove si prende cura dei più piccoli -; ci sono i compagni di classe, suoi e di Leonardo e Kean, gli altri due ragazzi ancora ricoverati. Guido Bertolaso

Le parole di Bertolaso

Loro fanno parte dei dodici ustionati rimpatriati in una decina di giorni con il ponte aereo all’inizio dell’anno e curati al Niguarda “con grandissima competenza e grandissima umanità – sottolinea l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso -.Qualcuno ha cercato di criticare la scelta di ricoverarli tutti qui,ma noi l’abbiamo fatto senza compromettere in alcun modo tutte le attività di assistenza e anche di pronto soccorso. È una struttura di eccellenza, sapevamo che potevamo gestire tutti gli ustionati e anche gli altri che sono arrivati in questi mesi. È stato un gioco di squadra, dagli elicotteri dell’Areu che si sono alzati il 1°gennaio al Policlinico che si è preso cura di un ragazzo nel momento in cui ha avuto gravissime difficoltà respiratorie, alle grandi strutture per la riabilitazione che si sono mobilitate per questi ragazzi. Non abbiamo ancora finito, siamo in corso d’opera, però speriamo che entro l’estate tutti i sopravvissuti all’incendio possano tornare a casa, pur dovendo continuare a sottoporsi alle terapie”.