di Alessia Calzolari

C'è chi non rinuncerebbe mai al profumo della legna e chi, invece, preferisce la praticità del gas o dell'elettrico. Dal fattore tempo alla gestione della temperatura, ecco come affrontare il barbecue di mezza estate

La grigliata di Ferragosto - temperature torride permettendo - è uno dei grandi classici dell'estate italiana: un appuntamento che riunisce amici e parenti e che, puntualmente, riaccende il dibattito su quale sia il sistema di cottura migliore. Brace, carbonella, gas ed elettricità rispondono, infatti, a esigenze diverse e la scelta dipende da molti fattori: il tempo a disposizione, il numero di ospiti, lo spazio disponibile, il budget e, naturalmente, la passione per il barbecue. Anche perché, contrariamente a quanto si pensa, non esiste una soluzione perfetta. Esiste, piuttosto, quella più adatta alle proprie abitudini. C'è chi non rinuncerebbe mai al profumo del legno e chi, invece, preferisce accendere il barbecue in pochi secondi, senza fumo e senza attese.

Il fascino della brace: la scelta dei puristiPer molti appassionati, il barbecue a legna rappresenta il punto più alto dell'arte della griglia. È la scelta di chi ama il contatto diretto con il fuoco e considera la preparazione parte integrante dell'esperienza. Il tipo di legno utilizzato, la distanza dalle braci e la gestione del calore influenzano il risultato finale e permettono di ottenere aromi diversi.A proposito di legno, non tutti i tipi sono adatti. La regola generale è scegliere essenze dure, ben stagionate e povere di resina. Il faggio è tra i più versatili, perché sviluppa un aroma delicato e uniforme, adatto sia alla carne sia al pesce. La quercia, invece, sprigiona note più intense e persistenti, indicate per le carni rosse, mentre il leccio garantisce una combustione lenta e costante. Il legno di olivo, molto diffuso nell'Italia meridionale, regala profumi più decisi, mentre il melo e il ciliegio conferiscono agli alimenti un gusto più dolce e appena fruttato, ideale soprattutto per il pollame e la carne di maiale.Esistono poi appassionati che, per intensificare il profumo della grigliata, aggiungono alla brace piccoli trucioli di legno dopo averli lasciati in ammollo nell'acqua. È una tecnica mutuata dal barbecue americano che permette di ottenere un effetto affumicato più marcato. Meglio evitare, invece, legni come il pino, l'abete e il cipresso. L'elevata presenza di resine, infatti, può produrre un fumo eccessivo e alterare il sapore dei cibi.Vantaggi. Uno su tutti: il sapore. La legna conferisce alla carne, al pesce e alle verdure un caratteristico aroma affumicato e consente di raggiungere temperature elevate. Un altro aspetto da non sottovalutare è la versatilità: chi ha esperienza può creare zone di cottura differenti e gestire gli alimenti con Svantaggi. Diversi. I tempi di preparazione sono lunghi, il controllo della temperatura richiede attenzione costante e il fumo prodotto può rappresentare un problema, soprattutto nei centri abitati. A questo si aggiungono le difficoltà legate alla pulizia e alla necessità di disporre di uno spazio adeguato. È la scelta ideale per chi vede il barbecue come una passione e non come un semplice strumento per cucinare.