Ti sei mai chiesto da dove arrivano i miti? Non è una domanda così semplice a cui trovare risposta, ma proviamo a farlo, partendo dalle sue origini. La parola «mito» deriva dal greco μύθος (mythos) e significa «narrazione, racconto, favola o leggenda». Sin dalle epoche più antiche, il mito è presente nella storia dell’essere umano e la sua origine si fonda con l’origine stessa dell’uomo. Così, dai tempi che furono, scopriamo che l’uomo si è sempre dedicato alla narrazione di racconti fantastici, tramandati verbalmente di generazione in generazione, tutti fondati sull’esistenza di esseri favolosi, divini, mitologici.

Lo studio dei miti diventa, così, uno strumento di studio dell’antropologia, della storia e della psiche stessa dell’essere umano. Poiché la mitologia esiste da sempre e sembra che esisterà per sempre, al suo interno ritroviamo i concetti fondativi della psicologia umana, sin dai suoi albori, quelli che in greco erano definiti ἀρχή (archè), che significa «principio, origine». In quest’ottica, vediamo così i miti trasformarsi da semplici storie fantasiose a bacino originario degli aspetti fondativi della psicologia umana.

Ogni divinità, ogni eroe, ogni figura della mitologia diviene interpretabile come un «archetipo», dal greco ὰρχέτυπος (archètypos), «forma originale, forma primitiva», che risiede innato nella psiche umana. Possiamo visualizzare gli archetipi come i nostri mattoncini fondanti, necessari per costruire il palazzo che costituisce la nostra essenza, la nostra psiche. A proposito della mitologia greca e i suoi archetipi, il filosofo francese nonché antropologo e storico delle religioni Jean-Pierre Vernant, nel suo libro Mito e religione in Grecia antica scriveva: “Gli dèi greci non sono persone con una propria identità, quanto piuttosto risultano essere «potenze» che agiscono assumendo poliedriche forme e segni, non identificandosi mai completamente con tali manifestazioni. Queste potenze sono il motore del mondo”.