All’improvviso, il mito irrompe sulla scena. Basta una crepa nella superficie del presente e le antiche figure ricompaiono nitide, donando significato al Tutto. E' questa l’impressione che si ha riscoprendo la prosa di Károly Kerényi, il grande studioso degli dèi e degli eroi greci. Per lui – interlocutore privilegiato di Carl Gustav Jung – il mito non è un relitto del passato, ma un campo magnetico, una forza che agisce ancora dal profondo del nostro inconscio collettivo, chiedendo d’essere udita.
Filologo e storico delle religioni, Kerényi ha dedicato la propria ricerca all’intento di restituire al mito greco la sua natura originaria: né favola per bambini, né storielle con la morale borghese, piuttosto, una vera e propria forma di pensiero, specchio dell’esperienza umana.
E' questo il cuore pulsante del progetto editoriale che riporta sugli scaffali la sua opera monumentale, originariamente concepita come un unico grande libro e ora riproposta da Il Saggiatore in due volumi – Gli Eroi della Grecia e Gli Dèi della Grecia – tradotti da Vanda Tedeschi, illustrati da Elisa Talentino e Sarah Mazzetti.
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1963, il lavoro di Kerényi conserva ancora una freschezza sorprendente, un romanzo cosmico capace di attraversare genealogie, metamorfosi e destini umani con un ampio respiro narrativo, riscoprendo i miti e ritrovando in essi le nostre radici, riportando alla luce ciò che nell’immaginario collettivo permane immutato.






