Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Prendiamo a prestito la celebre deduzione di Lavoisier, che si adatta alla perfezione alla mostra che aprirà il prossimo 8 maggio al Castello di Novara, dal titolo Superheroes-Le Origini del Mito. Un’esposizione che mette in parallelo i supereroi con i miti greci e che spiega come i primi non siano un’invenzione del XX secolo, ma la trasposizione di secoli, millenni, di racconti, leggende, credenze che si sono tramandate di generazione in generazione fino ad arrivare a noi.
Cambiano i look, cambiano i nomi, ma restano i superpoteri. O, meglio, si trasformano, attualizzandosi. E così la forza sovrumana si tramanda da Ercole a Superman; la velocità supersonica passa dai sandali alati di Ermes agli stivaletti di Flash; l’indole guerriera delle Amazzoni si reincarna nel personaggio di Wonder Woman; e Batman che combatte il crimine nelle notti di Gotham City, si muove nell’ombra proprio come Ade, il sovrano degli inferi. Un concetto che non vale solo per i supereroi, ma anche i per i loro “padri letterari”, con Omero - il cantore per eccellenza dei miti greci - che passa metaforicamente il testimone della narrazione ai vari Stan Lee, Jack Kirby, Jerry Siegel o Joe Shuster. Come a dire: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.







