Paura, rabbia, desiderio, lutto, gioia: in queste storie incontriamo figure che incarnano le nostre emozioni, ci fanno da specchio e come specchio ci riflettono

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Quando leggiamo o ascoltiamo raccontare un mito antico, è sempre come se fosse la prima volta. In quanto archetipi, i miti sono specchi della natura umana: fonti inesauribili di introspezione. Paura, rabbia, desiderio, lutto, gioia: in queste storie incontriamo figure che incarnano le nostre emozioni, ci fanno da specchio e come specchio ci riflettono.Da questo punto di vista i miti sono doni provenienti dal passato, e così li tratta Cristina Dell'Acqua - insegna greco e latino al Collegio San Carlo di Milano e Attualità della cultura classica allo Iulm - nel suo Il dono del mito (Mondadori, pagg. 184, euro 18). Il libro di doni ne contiene nove. Nove miti che declinano quello che da sempre muove: le emozioni. Giusto per fare un esempio: c'è la forza di Andromaca, che difende l'amore anche nella perdita, oppure c'è la furia di Achille, che cede il passo alla magnanimità... E poi ci sono gli dèi e le forze che incarnano. C'è il dio Pan e il suo timor panico; mentre la nostra parte più vitale e inafferrabile è incarnata da Dioniso.