Dopo lo scambio di embrioni al San Raffaele, i vertici della Sanità pubblica spingono perché nei centri di procreazione medicalmente assistita entri il sistema anti-errore. "Si raccomanda di acquisire il sistema di testimonianza elettronica, considerati i volumi di attività del Centro": è l'indicazione recapitata all'ospedale dagli ispettori del Centro nazionale trapianti e dell'Ats al termine dei controlli, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera. A Milano lo avrebbero soltanto quattro centri: Mangiagalli, San Paolo, Igea e la clinica La Madonnina. Il sistema RI Witness è sul mercato dal 2007, con oltre trecento installazioni nel mondo, ma in Italia non è obbligatorio: averlo o no dipende dalla scelta del singolo centro. Al San Raffaele l'acquisto aveva ricevuto un'"approvazione informale il 21 luglio". Due giorni prima dell'errore ricostruito dagli accertamenti di Ats e Cnt, secondo cui - sono le conclusioni - "non risulta possibile attribuire l'evento a un'unica condotta o a un singolo passaggio omesso". Enrico Papaleo, responsabile del Centro di Medicina della riproduzione, al Corriere della Sera parla di una procedura "che ha funzionato per migliaia di transfer". Fino allo scambio dei giorni scorsi.