L'adozione di un sistema di witnessing elettronico, una tecnologia di tracciamento automatico, avrebbe evitato l'errore umano. Due giorni prima dell'impianto sbagliato era arrivato l'ok informale all'acquisto
Il 23 luglio, nel centro di Procreazione medicalmente assistita del San Raffaele, è stato trasferito l’embrione di una coppia alla donna sbagliata. Un errore umano, dichiara la struttura, che ha portato Regione, Centro nazionale trapianti e ministero a una serie di ispezioni nel centro, l’ultima lunedì 4agosto. Due giorni dopo il laboratorio viene bloccato per due settimane. Ora il centro ha 15 giorni per rivedere le procedure. Ma, come spiega oggi Repubblica, quelle criticità erano già ben note al personale della struttura.
Il sistema di witnessing elettronico, richiesto e non ancora arrivato
I rischi legati alle procedure manuali nel centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) erano noti da tempo. Per questo, da dieci anni gli operatori, riporta Repubblica, chiedevano l’adozione di un sistema di witnessing elettronico, una tecnologia di tracciamento automatico pensata per affiancare e rafforzare i controlli del personale. Tuttavia, soltanto il 21 luglio scorso — appena due giorni prima del tragico scambio di embrioni — è arrivato un via libera “informale” per l’acquisto del dispositivo.










