HomeFirenzeCronacaStrade, rotonde e piazze verdi: "Bagolari e tigli gli alberi giusti. Ma piantare non basta, serve cura"L’esperto e la necessità di ripensare la città contro l’afa impossibile: "Adatti anche i lecci, assorbono smog. Per le aree più piccole meglio pensare a ginkgo biloba, acero campestre e orniello. Dare spazio alle radici".Solo cemento in piazza Annigoni e temperature impossibili in questi giorni. Bisogna piantare più alberiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Ottima l’idea di potenziare il verde cittadino e di depavimentare dove possibile le città, ma per farlo è fondamentale stanziare fondi, progettare gli interventi per tempo e accordarsi in anticipo con i vivai per le piante". La ’scaletta’ delle cose da fare per far respirare Firenze e la Toscana è di Michele Pelagatti, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali della Provincia di Firenze.
L’amministrazione fiorentina sta pensando di procedere alla depavimentazione. Quali piante sarebbero più adatte alla rigenerazione verde?
"Dipende da dove verranno collocati gli alberi, quanto spazio avranno a disposizione e qual è l’effetto principale che si vuole ottenere fra i vari benefici che le piante danno. Io partirei dai circa 90 ettari di piazze, svincoli e aiuole che hanno una pavimentazione in parte o del tutto impermeabile. Se abbiamo la possibilità di collocare alberi di dimensioni importanti, consiglierei il bagolaro, il leccio e il tiglio, che hanno grande capacità di assorbimento dello smog, mitigazione termica e resistenza alla siccità. Se invece abbiamo spazi più ristretti sono ottimi il ginkgo biloba, l’acero campestre e l’orniello".














