Più verde, meno afa. Riforestazione urbana, togliere cemento dove possibile, e pavimentazione meno calde . È una – se non l’unica – delle strade possibile per contrastare la crisi climatica e le ondate di calore, sempre più frequenti e sempre più intense. Firenze e Roma, – con l’introduzione di pavimentazioni che non trattengono calore – stanno cercando di intervenire sugli hotspot urbani senza stravolgere i quartieri, ma restituendo spazio alla natura. Ma si può fare ancora meglio. Ne abbiamo parlato con Francesco Ferrini, docente ordinario di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree presso l’Università di Firenze ed esperto di fama internazionale nella gestione del verde urbano e nella tutela degli alberi.

Ferrini, qual è la ’ricetta’ per le città del futuro?

"Il progetto di rigenerazione verde – presentato dal governatore Giani – è sicuramente un’ottima base di partenza. Dobbiamo però pensare che la depavimentazione non è sufficiente. Perché solo alberi e piante riescono a ridurre le temperature. Tra un prato e un piazzale, non cambia molto. Il raffreddamento dell’aria avviene grazie alla traspirazione delle piante. L’effetto combinato, piante e rimozione delle pavimentazioni, è quindi la soluzione migliore".