«Penso sia corretto attenersi al valore storico-architettonico dell’asse di via Roma senza stravolgerlo, ma inserire piante basse o arbusti avrebbe un significato non solo pratico: manderebbe il messaggio che le città hanno bisogno di natura». Francesco Tresso è l’assessore comunale, tra le altre deleghe, a Verde pubblico, viali alberati, parchi e sponde fluviali. Nell’esprimere la propria opinione nel dibattito sulla pedonalizzazione di via Roma, che divide Torino tra chi la ritiene «meravigliosa così» e chi (anche tra gli urbanisti) sostiene la necessità di un «verde leggero» che non vada contro le problematiche tecniche o della Soprintendenza, vorrebbe fare un passo avanti: «Sul tema dei cambiamenti climatici occorre una linea d’azione più netta: il nuovo Piano regolatore dovrà andare in questa direzione». Assessore, la Soprintendente Lisa Accurti ha dichiarato: “Via Roma deve rimanere fedele alla propria storia”...«Sono d’accordo. Ma, e questa è la mia opinione, ritengo anche che il verde possa essere inserito senza interrompere la visuale prospettica della strada, il cosiddetto “cannocchiale”. Contro il caldo che aumenta, non potendo inserire alberi in nuda terra, si possono studiare sistemi temporanei di ombreggiamento che consentano di utilizzare le sedute senza cuocersi. Ma piante basse e arbusti non avrebbero un significato meramente limitato a cercare di contenere le temperature». LA PAROLA AI LETTORI Via Roma con le piante oppure no? Vota anche tu E allora perché sarebbero importanti? «Penso che il verde servirebbe a ribadire, proprio nel cuore più centrale di Torino, un concetto oggi sempre più fondamentale: le città hanno bisogno di natura, la natura deve diventare una infrastruttura urbana al pari di una rete elettrica o di una rete viaria. L’Unione Europea chiede a tutte le città sopra i 20.000 abitanti di adottare entro il 2030 un proprio “Piano Urbano della Natura”, individuandolo come strumento strategico per integrare la biodiversità nella pianificazione urbana e rafforzare la resilienza climatica». A che punto è il Comune su questo fronte?«Il mio assessorato ci sta lavorando. E dopo l’estate verrà proposta una delibera che ha lo scopo di definire il percorso per “misurare” in maniera oggettiva la biodiversità e indirizzare le azioni che l’Amministrazione deve perseguire, che vanno viste in un’ottica sistemica e integrata». Mi faccia qualche esempio.«Torino ha una potenzialità enorme, a partire dai suoi parchi e dai suoi fiumi, dalla collina. Ma bisogna avere una linea di azione più marcata, e sarà fondamentale operare in modo che la fase attuativa del Piano regolatore in fase di approvazione lavori in questo senso: disegnare corridoi ecosistemici verdi per unire le aree naturali fuori città con i parchi del centro, sfruttare la natura come tecnologia utile a ridurre l’inquinamento, depavimentare, gestire l’acqua piovana e dare sollievo dal caldo estivo. Il tutto avendo una visione sinottica, d’insieme, dei 34 quartieri definiti dallo stesso Piano, perché natura e resilienza climatica siano elementi garantiti». La Città è pronta a questo cambio di paradigma?«Torino, che storicamente ha saputo essere innovativa in molti campi, deve cogliere questo passaggio ineludibile, perché questa torrida estate non sarà un fenomeno isolato. Anche la semantica va modificandosi: non è più il tempo delle smart cities, oggi si parla di urbanistica del caldo, rifugi climatici, diritto all’ombra». Alla luce di tutto questo, quindi, sì alle piante in via Roma?«Sì, un progetto così importante come quella pedonalizzazione deve considerare anche l’elemento del verde nella sua riqualificazione, lo hanno fatto in contesti aulici città vicine come Lione o Parigi: a Torino è necessario per dare un segnale chiaro che questa amministrazione crede nel valore della tradizione ma guarda avanti, ad una Città che vuole lasciare più spazio alla natura». Potrebbe interessarti anche La Sovrintendente: “Via Roma è un monumento, no alle piante” Il post del sindaco e l’ironia del Pd contro i cittadini che vogliono il verde Il caldo record e il dilemma di via Roma: con le piante o no?
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