«Siamo rimasti aperti ma è come se fossimo chiusi, non entra nessuno, abbiamo altri due punti vendita e prepariamo la merce per quelli». Poca voglia di parlare per Roberto Cami, titolare di una rivendita di casalinghi sulla Statale 114. La sua attività è tra le più distanti dalla zona rossa, quella del crollo dell’edificio di via Giorgio La Pira, ma la sua preoccupazione è uguale a quella dei titolari delle altre attività commerciali che sorgono poco più avanti e che, dal giorno del tragico crollo, sono rimaste chiuse.«Non sappiamo quando riaprirà la strada ma nel frattempo le scadenze per le tasse da pagare arrivano lo stesso» dice con rassegnazione. I commercianti sono rimasti in rispettoso silenzio davanti alla tragedia di Pistunina ma adesso hanno anche voglia di ripartire. Quel tratto di Statale sembra simile a un deserto, pochissime le persone che passano e ancora di meno quelle che si fermano. In un grande negozio di prodotti per la casa, si vedono i dipendenti che sistemano la merce. Si spera in un ritorno dei clienti. La rivendita di frutta e verdura di fronte all’edicola è chiusa, anche in un vicino supermercato non sembra esserci anima via così come nelle altre attività. La richiesta di indennizzi da parte dei commercianti di quella zona è stata inviata dal sindaco Federico Basile al presidente della regione Renato Schifani lo scorso 6 agosto, un contributo per tornare alla vita.L'edicolante: "Il lavoro è calato ma ho sempre tenuto aperto"
Messina, il crollo a Pistunina: il deserto commerciale di serrande abbassate e attività chiuse
«Siamo rimasti aperti ma è come se fossimo chiusi , non entra nessuno, abbiamo altri due punti vendita e prepariamo la merce per quelli». Poca voglia di parlare...










