Non c’è solo il dramma degli sfollati, che sfiorano ormai le 2mila unità. Messi in ginocchio dalla grave crisi sismica ci sono anche i commercianti, che sono centinaia. Ristoranti, bar, pizzerie che da una settimana fanno i conti con incassi ridotti all’osso. «La gente ha paura di venire a Pozzuoli e noi stiamo lottando per la sopravvivenza, ancora un paio di settimane con questo deserto e saremo costretti a chiudere. Dopo il covid e la crisi di due anni fa questa è la mazzata finale», racconta Massimo Avallone, titolare di una pizzeria nei pressi del Rione Terra che lunedì insieme a decine di colleghi consegnerà le chiavi della propria attività commerciale al Comune di Pozzuoli. Un segnale forte, per chiedere all’ente la sospensione delle tasse sui rifiuti e sull’occupazione di suolo pubblico. Iniziativa che è stata decisa ieri durante una nuova manifestazione organizzata dal “Comitato per l’emergenza” a cui hanno partecipato circa 600 persone, radunatesi a “Largo Palazzine” per un’assemblea pubblica a cui è seguito un corteo che ha sfilato per le strade della città fino al porto di Pozzuoli. «Unica infrastruttura per la quale c’è stato un intervento veloce per mettere i turisti nelle condizioni di raggiungere le isole in una città dove mancano acqua, corrente elettrica e trasporti. Questo movimento nasce perché non c’è nessuno in grado di rappresentarci e di mettere fine a questo calvario», ha detto dal palco Salvatore Buonanno, uno dei promotori della protesta a cui anche ieri hanno partecipato cittadini di ogni età, tra cui piccoli studenti che hanno esposto uno striscione con su scritto «I bambini dovrebbero contare i giochi non le scosse».
Pozzuoli, mezza città senz’acqua. Commercianti in crisi, è protesta: «Restituiamo le chiavi al Comune»
Non c’è solo il dramma degli sfollati, che sfiorano ormai le 2mila unità. Messi in ginocchio dalla grave crisi sismica ci sono anche i commercianti, che sono centinaia....












