A Pozzuoli la tensione resta alta dopo il terremoto di magnitudo 4.7 che venerdì ha colpito i Campi Flegrei. Questa mattina, 4 agosto, un corteo di residenti, sfollati e attivisti ha raggiunto il porto cittadino e, dopo aver superato un primo sbarramento delle forze dell’ordine, ha occupato la banchina principale, bloccando di fatto lo scalo marittimo.

Le compagnie di navigazione stanno modificando i biglietti dei passeggeri in partenza da Pozzuoli, dirottandoli verso il porto di Napoli. Fino a poco fa alcune navi erano ferme al largo in attesa di entrare nello scalo, ma hanno poi lasciato la zona. Al centro della protesta c’è soprattutto la situazione degli oltre 300 sfollati che chiedono una sistemazione e risposte sul futuro delle abitazioni danneggiate o ancora in attesa dei controlli di agibilità. Tra le rivendicazioni anche il ripristino dell’acqua e dell’energia elettrica in alcune zone del centro cittadino, dove i disagi proseguono dal giorno del sisma. E la richiesta di un incontro con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, atteso domani a Napoli. Circa duemila manifestanti hanno sfilato scandendo “Pozzuoli” e “vergogna” e mostrando cartelli con le scritte “Fate presto” e “Non siamo abusivi”. Sicurezza del territorio, stabilità degli edifici e continuità nell’erogazione dei servizi essenziali sono i temi al centro della mobilitazione, annunciata negli scorsi giorni attraverso una locandina diffusa sui social. In prima fila ci sono anche le fasce più fragili della popolazione: anziani, famiglie con bambini e persone con disabilità in carrozzina, costrette a fare i conti con temperature elevate che hanno già provocato alcuni malori. La manifestazione è in corso sotto il controllo delle forze dell’ordine. “Non sarà né la prima né l’ultima” ha affermato un ragazzo al megafono prima della partenza del corteo. “Ci danno solo chiacchiere e non rispettano le nostre esigenze. Fin quando non otterremo quello che ci spetta, quello di cui abbiamo bisogno, noi continueremo a mobilitarci”, ha aggiunto.