In piazza gli sfollati dopo il sisma del 31 luglio, chiedono soluzioni concrete ed accusano il governo di non aver fatto nulla negli ultimi due anni. Occupato il porto di Pozzuoli.

Un momento dell'occupazione delle banchine del porto di Pozzuoli da parte dei terremotati

Tira una brutta aria per i politici a Piazza della Repubblica, a due passi dal porto, il luogo di concentramento della prima manifestazione dei terremotati di Pozzuoli. Persone sfollate, con le case danneggiate, c'è chi è rimasto nelle abitazioni ma è senza acqua e senza corrente. Al momento si contano oltre 300 sfollati ma il numero è destinato a salire man mano che i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile completeranno i sopralluoghi. La proporzione del problema sale ogni giorno di più. A poco servono le misure tampone nell'emergenza, come il contributo di autonoma sistemazione, ritenuto insufficiente. Dall'inizio della crisi nel 2024 a Pozzuoli è stato fatto davvero pochissimo, e sulle case di edilizia privata non è stato fatto praticamente nulla, se non dai privati di cittadini. Senza i finanziamenti per una messa in sicurezza degli edifici privati, il dramma di Pozzuoli rischia di non essere mai alleviato. Una situazione che in questo momento è una bomba sociale, ed i politici se ne stanno accorgendo.