HomeRiminiCronacaCommercio, il caro affitti spegne le vetrineSantarcangelo: margini sempre più ridotti. Bertozzi di Città viva: "Decine di negozi chiusi, è un campanello dall’allarme"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSaracinesche abbassate, vetrine vuote e cartelli ’affittasi’ e ’vendesi’ che interrompono la continuità delle vie del centro. A Santarcangelo, la crisi del commercio non ha ancora assunto i contorni di un’emergenza, ma il segnale è ormai troppo evidente per essere ignorato: i locali sfitti sono una ventina e dodici riguardano attività che fanno capo all’associazione ’Città viva’. A lanciare l’allarme è Alex Bertozzi, presidente dell’associazione che riunisce un centinaio tra negozi, bar, ristoranti e pubblici esercizi del centro storico. La fotografia generale resta quella scattata a maggio da Confesercenti: circa venti locali vuoti, pari all’11% del totale. Bertozzi restringe il campo ai propri associati: "Nel nostro perimetro contiamo dodici attività sfitte su cento. Non è un numero che mi spaventa, ma è un campanello d’allarme per i prossimi anni a venire". Il timore è che il fenomeno possa accelerare. "È un attimo che le chiusure inizino a cascata – avverte –. Il problema non va sottovalutato". A pesare, prima di tutto, è il costo dei locali. "Gli affitti sono molto cari e in centro si può andare dai 2mila ai 3mila euro al mese", spiega Bertozzi. Canoni difficili da sostenere quando i margini si riducono. "Tra tasse, costi fissi e spese più alte, rispetto a dieci anni fa, basta un affitto poco sopra la soglia per cancellare il guadagno. I negozi fanno fatica sempre di più".