È giù scontro politico sul futuro di Milano dopo la candidatura del generale dei Carabinieri in pensione Carmelo Burgio a sindaco, sostenuta da Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. A intervenire sulla proposta è Stefano Maullu, vicepresidente dei deputati di Fratelli d'Italia, che contesta in particolare la retorica dei “rastrellamenti” evocata nel dibattito sulla sicurezza.

“Probabilmente Vannacci, reduce dalla visione del film di Gillo Pontecorvo, pensa che Milano sia come Algeri ai tempi della dominazione francese", attacca Maullu, secondo cui il riferimento alle operazioni militari sarebbe del tutto inappropriato per una grande città europea. Pur riconoscendo il valore della carriera professionale di Burgio, Maullu sottolinea come “il curriculum di un militare non rappresenti, di per sé, un programma amministrativo” e non sia sufficiente per governare una realtà complessa come Milano. Il generale Carmelo Burgio, candidato sindaco a Milano per Futuro Nazionale

Sicurezza, un tema da affrontare con serietà

“In questo momento Vannacci si sente De Gaulle e considera Milano come l'Algeri degli anni Cinquanta. Ma Milano non è una caserma, non è un teatro di guerra e non è un territorio da riconquistare militarmente”, afferma il deputato di FdI, sostenendo che la sicurezza debba essere affrontata con serietà, competenza e rispetto delle regole democratiche, evitando slogan capaci di alimentare paure e ottenere visibilità politica.