La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ordinato di ridisegnare la catena di comando mentre il conflitto con Stati Uniti e Israele attraversa una fase di momentanea minore intensità, dopo la nuova escalation di luglio. Le nomine rispondono alle vulnerabilità emerse sul campo, ma raccontano anche la competizione per gli equilibri della nuova leadership iraniana
L’Iran sta riorganizzando i vertici delle proprie Forze armate mentre la guerra con Stati Uniti e Israele continua, pur attraversando in questi giorni una fase di rallentamento nello scambio di colpi dopo la nuova intensificazione di luglio. Il 10 agosto, la Guida suprema Mojtaba Khamenei ha incaricato il nuovo capo di Stato maggiore, Ali Abdollahi Aliabadi, di “completare il processo” di fusione tra l’Armed Forces General Staff e il Khatam ol Anbia Central Headquarters, accompagnando la riforma con una serie di nomine ai vertici dell’apparato militare.
La scelta indica che Teheran sta già cercando di tradurre in cambiamenti organizzativi le lezioni delle guerre del giugno 2025 e soprattutto di quella iniziata a febbraio, senza attendere la conclusione dell’attuale confronto. La fusione dovrebbe ridurre le sovrapposizioni istituzionali, migliorare il coordinamento tra l’esercito regolare, noto come “Artesh”, e i Guardiani della Rivoluzione (i cosiddetti ”Pasdaran”) e, soprattutto, accorciare i tempi decisionali durante le operazioni.









