Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema dell’Iran. Ieri nel tardo pomeriggio è arrivata la conferma della decisione dell’Assemblea degli Esperti, certificata dall'agenzia di stampa Fars. Gli israeliani avevano già provato a ucciderlo, come hanno fatto con il padre Ali Khamenei. Trump ha già detto che Mojtaba non va bene e che serve un nome approvato dalla Casa Bianca. Succede a Teheran, dove la notte è diventata giorno e il giorno è diventato notte. Gli attacchi contro gli impianti di stoccaggio del petrolio hanno causato imponenti esplosioni con le fiamme che si sono alzate verso il cielo e lo hanno illuminato nelle ore notturne. Al mattino, però, il fumo ricopriva ancora la capitale e oscurava il sole restituendo una luce cupa. In totale, i bombardamenti hanno distrutto cinque depositi a Teheran e Alborz.
Frederik Pleitgen, l’inviato della Cnn a Teheran, che è entrato in Iran con l’autorizzazione del governo iraniano, in un video ha mostrato la gigantesca colonna di fumo nero e parlato di «scena apocalittica». Anche durante il giorno c’erano ancora dei roghi. Racconta: «Ha piovuto e la pioggia era mescolata al petrolio». In un’intervista il segretario americano per l’Energia, Chris Wright, ha tenuto a precisare che gli Usa non hanno attaccato e non attaccheranno impianti energetici e che i raid contro i depositi di petrolio in Iran erano stati compiuti da Israele. Secondo Channel 12 (tv di Tel Aviv) c’è stata tensione tra israeliani e americani: Washington era contrario ai raid contro gli impianti petroliferi. I media statali iraniani hanno diffuso una dichiarazione del portavoce delle Guardie della Rivoluzione in cui sostanzialmente dice: reagiremo se gli attacchi israelo-americani alle infrastrutture energetiche non cesseranno, compieremo azioni simili nella regione. Ha aggiunto: «Continuate con questo gioco, se riuscite a tollerare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile». A Teheran, dopo l’uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, c’è ancora un sostanziale vuoto di potere che sta facendo emergere voci dissonanti. Ieri in Iran la svolta: prima viene diffusa la notizia che l’assemblea degli Esperti ha trovato l’accordo sulla nomina della nuova Guida Suprema, dunque il successore di Ali Khamenei. In Iran, a maggioranza sciita, la Guida Suprema è l’autorità massima non solo religiosa, ma anche politica. Donald Trump ha ripetuto che deve essere scelto qualcuno che vada bene a lui e agli Stati Uniti, «altrimenti durerà poco».











