Roma, 9 mar. (askanews) – Mojtaba Khamenei, 56 anni, figlio dell’ayatollah Ali Khamenei, è stato nominato nuovo leader supremo dell’Iran dopo la morte del padre negli attacchi di Stati Uniti e Israele. Ieri, nella notte iraniana, con una dichiarazione diffusa dalla televisione di Stato è stato reso noto che l’Assemblea degli Esperti – l’organo clericale di 88 membri incaricato di scegliere la guida suprema – ha approvato la sua designazione con un “voto decisivo”.
Nato l’8 settembre 1969 a Mashhad, nel nord-est dell’Iran, Mojtaba è il secondo dei sei figli di Ali Khamenei. Ha frequentato la scuola religiosa Alavi a Teheran e, secondo i media iraniani, a 17 anni ha prestato servizio militare per brevi periodi durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988): lì è entrato in contatto con gli ambienti dei Guardiani della Rivoluzione.
Nel 1999 si è trasferito nella città santa di Qom, uno dei principali centri dello sciismo, e ha continuato gli studi religiosi, passando a indossare gli abiti clericali. È considerato un religioso di rango intermedio con il titolo di hojatoleslam, anche se negli ultimi tempi alcuni media vicini all’establishment hanno iniziato a riferirsi a lui come ayatollah.
Mojtaba non ha mai ricoperto incarichi governativi né partecipato a elezioni pubbliche. Non ha tenuto discorsi ufficiali né sermoni del venerdì e per anni ha mantenuto un profilo estremamente discreto, al punto che molti iraniani non hanno mai ascoltato direttamente la sua voce, fanno notare diversi analisti dopo la sua ascesa al vertice.












