Roma, 28 apr. (askanews) – La guerra condotta dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran ha modificato la verticale del potere iraniano, ridimensionando l’autorità della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, e dando maggiore forza ai comandanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc).
Secondo funzionari e analisti iraniani sentiti dall’agenzia Reuters, la pressione del periodo bellico ha concentrato il potere in una cerchia ristretta e intransigente, radicata nel Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, nell’ufficio della Guida Suprema e nelle Guardie Rivoluzionarie, che ora dominano sia la strategia militare che le decisioni politiche chiave.
“Gli iraniani sono incredibilmente lenti nelle loro risposte”, ha affermato un alto funzionario del governo pachistano informato sui colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti, mediati da Islamabad. “A quanto pare non esiste una struttura decisionale unitaria. A volte impiegano da due a tre giorni per rispondere”, ha specificato il funzionario pachistano a Reuters.
Sebbene Mojtaba Khamenei sia formalmente la massima autorità iraniana, secondo fonti interne egli rappresenta più un assenso che un comando, avallando risultati raggiunti attraverso un consenso istituzionale, piuttosto che imponendo la propria autorità. Il vero potere, affermano, si è spostato verso una leadership unificata in tempo di guerra, incentrata sul Consiglio Nazionale di Sicurezza e Sicurezza.






