Da Washington, Donald Trump parla apertamente di "cambio di regime" in Iran subito dopo l'operazione Martello di mezzanotte che dovrebbe aver raso al suolo i centri nucleari del Paese. E forse non è un caso: il presidente americano ha intuito che il potere di Ali Khamenei non è mai stato così debole come oggi.

La Guida suprema della Repubblica islamica parla altrettanto chiaramente di una ipotesi sconvolgente: "La mia vita non ha alcun significato - recita in un video -. Anche se mi uccideranno, non consideratelo una perdita, finché rimanete saldi ai principi dell’Imam Hussain. Stiamo vincendo questa guerra finché non ci inchiniamo davanti al potere e all’avidità". Ma la verità è che l'86enne è ora un leader in fuga, barricato in un luogo segretissimo, inseguito dagli agenti-fantasma del Mossad. E tra gli iraniani, in modo sempre più eclatante, non mancano le contestazioni e gli sfottò ai danni del tiranno. Una combinazione, quella tra sfiducia politica e crisi militare ormai acclarata, che rischia di diventare devastante.

IRAN, DIETRO KHAMENEI E LA SUA CRICCA C'È UN PAESE QUASI NORMALE

Mentre Ali Khamenei è rinchiuso coni familiari in un bunker a Teheran membri del suo staff e in particolare il vi...