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Lunedì la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha fatto alcune nomine molto significative ai più alti livelli militari del paese: ha operato il maggiore riassetto del regime da quando ne ha preso formalmente il comando, cioè dopo l’uccisione di suo padre Ali Khamenei in un bombardamento israeliano il primo giorno di guerra in Medio Oriente. La conferma di vecchi funzionari e soprattutto le nomine di nuovi sono state interpretate come un tentativo di rafforzare la fazione più oltranzista del regime, quella contraria a qualsiasi compromesso con gli Stati Uniti.

Khamenei è stato l’esecutore formale delle nomine ma non si è mai fatto vedere in pubblico da quando è stato ferito nel bombardamento che ha ucciso suo padre, e ci sono dubbi sulle sue reali condizioni di salute. Per questo molti provvedimenti o iniziative attribuite a lui potrebbero essere state prese dalla sua fazione di riferimento, cioè quella più prossima al corpo militare dei Guardiani della rivoluzione, potentissimi e che di fatto governano l’Iran.

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Due delle persone promosse, Mohsen Rezai e Hossein Taeb, sono tra le più strette alleate di Khamenei, oltre che decani del regime. Per anni si sono riunite con lui una volta alla settimana nel cosiddetto «circolo Habib», dal nome del battaglione dei Guardiani della rivoluzione in cui militarono durante la guerra con l’Iraq degli anni Ottanta, che aveva reputazione di indottrinamento religioso ed estremismo.