Quattordici anni dopo la fine anticipata del suo mandato alla guida della Corte suprema, András Baka torna al centro della politica ungherese come candidato di Tisza alla Presidenza della Repubblica. Una scelta dal forte valore simbolico con cui Péter Magyar prosegue il ricambio ai vertici delle istituzioni dopo sedici anni di Orbán

In Ungheria c’è una storia che sembrava essersi chiusa quattordici anni fa. E invece domani, 11 agosto, il Parlamento si riunirà per votare il nuovo candidato del partito Tisza alla Presidenza della Repubblica, András Baka. Anche se l’elezione avrà una valenza in gran parte cerimoniale, il significato politico è profondo. Nel sistema ungherese, infatti, il ruolo del presidente è soprattutto quello di garanzia, senza esercitare direttamente il potere esecutivo, che invece resta nelle mani del primo ministro e del governo.

La notizia è stata resa nota proprio dalle pagine social del gruppo parlamentare che hanno motivato la loro scelta ricordando come durante la sua carriera Baka abbia sempre attribuito “un’importanza fondamentale al principio della separazione dei poteri”, difendendo “lo Stato di diritto e l’indipendenza della magistratura”. “Siamo convinti che l’esperienza di András Baka e l’indipendenza professionale che ha dimostrato nel corso della sua carriera rappresentino una risorsa significativa in un momento in cui ci stiamo preparando a gettare congiuntamente le basi per il nuovo ordine costituzionale dell’Ungheria”, hanno aggiunto.