E’ scontro diretto sulla questione migranti tra Italia e Spagna prima, tra Spagna e Italia immediatamente dopo, ed ora tra Germania e Italia. Se Roma controlla Madrid sospendendo Schengen, allora Madrid controlla Roma imponendo a sua volta controlli alle Frontiere. Intanto, Berlino non sta a guardare, e decide di adottare lo stesso pugno duro con Roma: saranno rispediti in Italia i cosiddetti dublinanti, ossia i richiedenti asilo approdati nel territorio dello Stato e che hanno varcato i confini. Chi di sovranismo ferisce, di sovranismo perisce, e addirittura per determinazione di altro governo europeo definibile di centrodestra.
Il Governo Italiano di Giorgia Meloni probabilmente non ci aveva pensato: nel bene e nel male, le regole valgono per tutti. Insomma, tutti alleati (europei si intenda) ma con riserva. Al di là ed oltre ogni considerazione di carattere politico, occorrerebbe riflettere sulle conseguenze su larga scala dell’adozione di misure così stringenti. Nel senso che la sola “sparata” italiana (se si voglia consentire l’utilizzo di una espressione gergale) sembrerebbe lasciare il tempo che trova, trattandosi di misura limitatissima in termini di durata (in contrasto con la situazione di rischio concreto prospettato per giustificarla) e poco sostenibile nel tempo stante il suo effetto “boomerang” immediato. Ci sarebbe da chiedersi dove sia finita la “real politik”: quella politica fortemente ancorata al pragmatismo, all’interesse economico e sociale del Paese concreto e reale, quella politica che rifugge dalle vuote ideologie.












