Non vuole essere chiamato Superman, eppure chi disputa degli ironman estremi qualcosa in più lo deve pur avere. Stiamo parlando di Alberto Bresciani, nato a Parma cinquant’anni fa, ma targato "Casina cento per cento" che nei giorni scorsi ha portato a termine il Norseman Xtreme Triathlon, una gara cosiddetta estrema, perché aggiunge alle tradizionali terribili distanze dell’ironman anche condizioni altimetriche considerevoli oppure condizioni climatiche altrettanto difficili. Lo ha portato a termine nel tempo di 14h.31’22’’, 95° e primo dei peraltro pochi italiani presenti. "Sì – dice Bresciani – gli atleti al via sono solo 250 e c’è una selezione piuttosto severa. Io ero al mio sesto ’estremo’ e l’ho chiuso senza una particolare sofferenza".
Ma chi è Alberto Bresciani, peraltro notissimo nella sua Casina? "Sono un ingegnere, socio della ditta Faber di Casina che lavora nel settore dei compositi, una bella realtà della zona. Mio padre Giovanni era il medico condotto di Casina, mio nonno Sincero il dentista, quindi ci conoscono tutti".
E a livello sportivo? "Ho iniziato a correre durante l’università, soprattutto per togliere lo stress dello studio. Poi un triathleta della zona, Ivano Filippi, mi ha suggerito di provare col triathlon, cosa che accettai volentieri, anche perché la corsa mi dava problemi alle ginocchia. In realtà di agonismo sapevo ben poco: sapevo nuotare e andavo in bicicletta come tutti i ragazzi".









