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Francesco Brun

Lo sportivo vincitore dell'ultima gara Trans d'Havet colpito da choc anafilattico durante le ferie in val di Fassa. «Salvato dai soccorritori e da un amico»

«Il cuore a mille, la pelle in fiamme e la gola che si chiudeva. In quei momenti, soprattutto dopo lo svenimento, provi un terrore puro e capisci quanto tutto possa cambiare in un secondo. Se oggi sono qui a raccontarlo è solo grazie alla prontezza dei soccorritori e al mio amico Mauro Rasom, che non mi ha mollato un secondo, restando al mio fianco tutto il tempo per assistermi e darmi forza mentre aspettavamo l’ambulanza. A lui e ai medici va la mia immensa e infinita gratitudine. Mi avete salvato la vita».

Punto da quattro calabroniSabato scorso se l’è vista brutta Simone Vigolo, 33 anni, runner scledense vincitore dell’ultima Trans D’Havet, l'iconica gara di trail running sulle Piccole Dolomiti, in provincia di Vicenza. Il giovane uomo è stato infatti punto da quattro calabroni mentre era in vacanza in Trentino: solamente la prontezza dell’amico che era con lui e dei soccorsi ha permesso di avere salva la vita. «Era l’ultimo giorno di ferie - racconta Vigolo -, e con un amico della zona abbiamo deciso di farci un giro di circa 40 chilometri per le Dolomiti. Da Canazei siamo andati verso il passo Fedaia, e abbiamo percorso questo sentiero che probabilmente era stato recuperato per una gara, quindi sfalciato e poi lasciato lì. In questo tratto, lungo cento metri ma in cui non passava nessuno, si era probabilmente creato un nido a terra. Il mio amico è passato per primo, probabilmente attivando i calabroni, che mi hanno punto in quattro punti diversi, sulle caviglie e sulle ginocchia, mentre Mauro si è beccato una sola puntura».