Quarant’anni di esperienza come medico di pronto soccorso lo hanno sicuramente aiutato: «Faceva molto freddo, ero pieno di tremori ma questo mi confortava, così come il fatto di non avere sonnolenza. Ho capito che ero soltanto al primo stadio di ipotermia». Poi però, come chiunque al suo posto, si è lasciato prendere dallo sconforto. «Quando ho visto che l’elicottero non riusciva a raggiungerci, ho detto al mio compagno: “Se passiamo qui un’altra notte, moriamo”».
Gli alpinisti salvati dopo una notte a -15 gradi sul Monte Rosa: «Una sofferenza atroce, noi vivi grazie ai soccorritori. Ogni anello della catena della sopravvivenza ha funzionato»
Mauro Pratesi e Filippo Belloni, ex primario e ingegnere, recuperati da due squadre del Soccorso alpino e speleologico: «Ci era rimasto un solo telefonino con un po’ di carica, lo accendevamo ogni tre ore per ricontattare i soccorsi»







