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Mauro Pigozzo

Il padovano, 26 anni e 400 mila follower, è dimagrito di 50 chili: «Volevo dimostrare a me stesso che potevo superare i miei limiti. Il segreto? Partire con poco e non fermarsi»

Per anni Massimo Barco ha guardato il proprio riflesso senza riconoscerlo. A 130 chili, ogni scalino era una sfida e ogni specchio un giudizio. Domenica scorsa, invece, quello stesso uomo ha alzato le braccia al cielo tagliando il traguardo del mezzo Ironman di Cervia 70.3, dopo 1,9 chilometri di nuoto, 90 in bicicletta e una mezza maratona: una prova estrema che non perdona esitazioni. «Non trovo le parole per descrivere quello che ho provato – racconta –. La corsa mi ha cambiato il corpo, ma soprattutto la mente».La sua storia non è solo un percorso di dimagrimento, ma una rinascita. Barco, 26 anni, padovano di Camposampiero, fino a 17 anni faceva lancio del martello, con buoni risultati, ha persino ottenuto il record regionale nella categoria cadetti. Poi un infortunio e la pigrizia. Aveva un lavoro sedentario, abitudini disordinate e una crescente sensazione di smarrimento. Cinque anni fa ha deciso di rompere il circolo vizioso. «Non ho iniziato puntando all’Ironman – sorride –. All’inizio mi bastava camminare dieci minuti senza fiatone». Poi è arrivata la corsa, prima lenta e timida, poi più regolare. La bici e il nuoto sono arrivati dopo, quasi per necessità: «Volevo dimostrare a me stesso che potevo superare i limiti che mi ero imposto».