Strade che sembrano inconciliabili: da una parte i ritmi serrati della cucina professionale, le mani che si muovono rapide tra padelle roventi e piatti da comporre con precisione millimetrica; dall’altra la fatica silenziosa dell’allenamento, le ore in bici, i chilometri a piedi, le bracciate solitarie in acque libere. Eppure, per Gilberto Neirotti, trentenne di Sommacampagna, nel Veronese, queste due strade si incontrano ogni giorno. O, meglio, si rincorrono. Perché lui è chef e triatleta. Finalista di Masterchef 8, ma anche sportivo capace di chiudere un Ironman in meno di nove ore. Un’anima sola, divisa tra il calore dei fornelli e l’asfalto incandescente delle gare più dure al mondo.
Gilberto Neirotti, da MasterChef a Ironman: «In cucina bisogna esserci dalla mattina alla sera. Per il triathlon mi alleno più volte tutti i giorni»
Gilberto Neirotti, tra i progetti c'è quello di aprire un suo ristorante ma intanto continua a gareggiare: «Alla vigilia di una competizione mangio pasta, riso, tonno, patate. Dopo la gara? Mi premio con hamburger e patatine»








