La situazione è legata all'aumento dei consumi, diventati eccessivi a causa del caldo record, e alla conseguente difficoltà delle reti idriche
Niente auto da lavare né orti e giardini da annaffiare fino a metà settembre. È l’ordinanza con cui cinque Comuni dell’Appennino bolognese hanno deciso di limitare il consumo di acqua potabile agli usi domestici essenziali, dopo settimane caratterizzate da temperature elevate e scarse precipitazioni. Il provvedimento riguarda Alto Reno Terme, limitatamente alla frazione di Granaglione, Camugnano, Castel d’Aiano, Gaggio Montano e Vergato. Per chi non rispetta i divieti sono previste sanzioni fino a 500 euro. A Castiglione dei Pepoli è stata invece scelta una soluzione meno rigida, con limitazioni valide soltanto in alcune fasce orarie.
«Reti idriche in difficoltà per l’uso eccessivo d’acqua»
La situazione, riferisce Il Resto del Carlino, è legata all’aumento dei consumi e alla difficoltà delle reti idriche. A Castel d’Aiano, nei giorni scorsi, una cittadina aveva segnalato di essere rimasta senz’acqua per tre giorni. Interpellata sulla situazione, Hera aveva spiegato che le reti erano in sofferenza a causa dell’«uso eccessivo d’acqua». Le ordinanze emanate dai sindaci prevedono quindi il divieto di utilizzare l’acqua potabile della rete per scopi extra-domestici, come lavare gli automezzi o irrigare orti e giardini. Restano esclusi il riempimento delle piscine e i servizi pubblici di igiene urbana.











