La lettera di questa settimana arriva da un uomo in pensione: “Sono sempre stato iscritto a Facebook, ma non l’ho mai usato veramente finché, quando ho smesso di lavorare, è diventato il ‘luogo’ in cui passare il tempo per evitare di annoiarmi”, ci scrive Massimo D., 69 anni, che si dive residente a Roma e sposato da oltre quarant’anni con Antonietta, sua coetanea. “Sono tornato in contatto con persone che non sentivo e vedevo da decenni e così ho ritrovato lei, la ragazza oggetto del mio primo grande amore, quando avevo vent'anni”.
Se vuoi raccontare la tua storia perché venga pubblicata, previa valutazione della redazione, scrivi una e-mail all’indirizzo: tradimenti@gedi.it
La pensione e una vita da riprogrammare
“Antonietta e io siamo sposati da una vita. Abbiamo costruito una famiglia, cresciuto i nostri figli e attraversato insieme tutte le tappe della vita. Tra noi c'è ancora affetto, rispetto e una complicità costruita nel tempo. Le voglio bene, sono sincero. Con la mia pensione però sono cambiate tante cose, perché mi sono ritrovato improvvisamente con tantissimo tempo libero che non sapevo come riempire e anche con tanti pensieri in più, perché la testa libera da programmazione e scadente professionali era più… come dire? Libera di vagare. All'inizio pensavo che sarebbe stato bellissimo stare finalmente a casa, ma mi sono accorto presto che nella vita di mia moglie – che invece lavora ancora – non c’era spazio per me. Entrava e usciva… Avevo la sensazione di essere sempre tra i piedi. Bastava poco per discutere: dove sistemare una cosa, cosa fare durante la giornata, perfino stabilire gli orari dei pasti. Così, ho iniziato a costruirmi una routine per distrarmi e togliermi d’impiccio: andavo in palestra, facevo qualche lavoretto in casa e poi mi stendevo sul divano per passare parecchio tempo su Facebook. Ho iniziato con il rintracciare vecchi compagni di scuola o ex colleghi. Non immaginavo che proprio lì avrei ritrovato una persona archiviata tra i ricordi”.







