Caro Massimo,

ho 46 anni e forse non mi sono mai voluta bene. Oggi però finalmente mi riconosco. Il mio problema d’amore più grande sono IO. Inutile incolpare gli uomini che non mi hanno amato o che semplicemente mi hanno amato a modo loro. Uomini che con cura ho selezionato, sapendo benissimo nel mio inconscio che non mi avrebbero mai dato nulla, ma io avevo bisogno da loro della conferma che non ero in grado di essere amata, che non meritavo una storia d’amore. Finché, dopo anni di dolore affettivo, mi sono guardata allo specchio e mi sono detta: «Ma che cavolo fai, Lena? La vuoi smettere di autosabotarti? Perché non apprezzi quel che sei e che fai?». Poco tempo fa, un vecchio saggio mi ha detto: «Hai dei talenti meravigliosi, proteggili ed esprimili, la tua sensibilità ha un potenziale enorme solo se saprai disinnescare il suo opposto, l’autodistruzione».

Ho voluto scrivere a te per far sapere a tutti che spesso il nostro problema d’amore più grande siamo proprio noi. Ora vorrei insegnare agli altri l’importanza di amarsi, di avere fiducia in sé stessi. Sarebbe bello se le istituzioni mettessero già nella scuola dell’infanzia questa materia: AMARSI. Amarsi umilmente per creare un mondo migliore.