Caro Massimo,

sono un uomo di 30 anni, l’età in cui la tua vita dovrebbe aver preso una direzione ben chiara, mentre la mia, oggi, è un labirinto. Ma partiamo dall’inizio, un anno fa ero con la mia ragazza Emma, rapporto di cinque anni, bello, con alti e bassi, lei molto innamorata, io, forse, meno, ma l’amore (o il bene) che provavo e provo per lei è immenso. Io sono anche volontario in un’associazione, l’anno scorso inizio un nuovo ruolo insieme a un’amica, Margot, che conosco da anni, la ex di uno dei miei migliori amici. Lavoriamo insieme, ci troviamo, c’è sintonia, tanta, troppa, e io mi innamoro. L’intesa che ho con lei, la connessione che stabiliamo non l’ho mai provata prima, è profonda, intensa, sconvolgente e bella, si insinua come un tarlo nella testa e nel cuore e da lì non va più via. Ci parliamo, anche lei ha provato qualcosa, sensazioni, forse non intense come le mie, ma io sono fidanzato, abbiamo un ruolo da svolgere e quindi ci allontaniamo emotivamente poi con imbarazzo, con fatica, con dolore andiamo avanti sul lavoro. Ma io con Emma non riesco a stare, mi sento di averla tradita, ne parliamo, lei prova a capire, a darmi spazio e tempo, donna meravigliosa, ma io non ce la faccio, la lascio. Dopo questo, mesi difficili, con Emma ci riavviciniamo e ci riallontaniamo, lei mi ama, io vorrei amarla ma non riesco a lasciare andare Margot, con la quale continuo a lavorare, sempre con quella sintonia inspiegabile e fuori dall’ordinario, ora con gioia e ora con disperazione. Poi, recentemente, io e Margot troviamo il coraggio di riaffrontare la questione guardandoci negli occhi, tante parole belle, profonde, c’è voglia di avere cura dell’altro e non ferirlo ma io la amo e lei no, dice che in qualche momento ha provato qualcosa ma non c’era “romanticismo” (sua parola), io non ci credo del tutto, penso abbia paura di ammetterlo a sé stessa, non voglio avere rimpianti e metto tutto sul tavolo ma non cambia nulla. Io sono svuotato, morto dentro. C’è un altro anno di lavoro da portare a casa insieme a Margot, c’è ancora in giro Emma che non si merita tutto questo e ci sono io, perso. Come si va avanti?