Caro Massimo,
sono originaria di un paesino del Sud, dove sono cresciuta con le briglie tirate. Ero una ragazzina ingenua ma, fortunatamente, avvenente. Finite le superiori, senza possibilità di continuare gli studi, decido di andare a lavorare nella città vicino al mio paese. Era un lavoretto da poco, ma mi ha cambiato la vita. Qui, infatti, conosco il mio futuro marito. Aveva più del doppio dei miei anni, io 19 e lui 40, ma era bellissimo. Lo scapolo d’oro della città. Bello, single, medico affermato e pure ricco di famiglia. Inizia a corteggiarmi in un modo che avevo visto fare solo nei film e, tempo sei mesi, mi chiede di sposarlo. Mi sembrava di aver vinto al Super Enalotto. Ci sposiamo con una cerimonia da favola e finalmente partiamo per il viaggio di nozze. Qui però avviene la catastrofe… Tutti i giorni mi accorgo che lui sparisce per qualche ora, sempre con una scusa diversa («passo all’ufficio del turismo», «mi hanno chiamato per un consulto», «faccio due palleggi a tennis»). Divento sospettosa e un pomeriggio lo seguo. Scopro così che in luna di miele, nello stesso nostro albergo, ci aveva portato pure l’amante, ovvero la sua ex fidanzata, che ex in realtà non era mai stata. Era una donna della sua età che conosceva fin da ragazzo. La sua Camilla Parker Bowles, per intenderci. Per quale motivo non abbia sposato lei, rimane un mistero. Probabilmente voleva una moglie trofeo e lei non lo era. Viaggio di nozze e matrimonio sono finiti in quel momento. Nota di colore: tornata a casa, la madre di lui mi contatta per assicurarsi che io non “sputtani” in giro il figlio perché lui ha una reputazione da mantenere! Oggi ho quasi 30 anni e la mia vita è andata avanti egregiamente (ho un compagno vero, un figlio e un lavoro che mi soddisfa). Ho capito col tempo che quel tradimento è stato solo una ferita nell’orgoglio e non nei sentimenti profondi perché, in realtà, l’amore, all’epoca, non lo avevo ancora conosciuto davvero. Quindi quel capitolo della mia vita si è chiuso piuttosto in fretta e non ci ho più quasi mai ripensato, fino a quando, il mese scorso, ho saputo che lui è morto. È morto l’uomo che mi ha usata, ingannata e umiliata, ma anche l’uomo che è stato il mio primo appuntamento, il mio primo bacio, il mio primo tutto. Ho pianto per un giorno intero e non so neppure io perché.






