Caro Massimo,

sono una donna di quasi quarant’anni, separata, che nella sua cerchia di amici ha da sempre una persona “speciale”. Un’anima gemella. Ci siamo conosciuti giovanissimi. Abbiamo avuto un tentativo di relazione molto tempo fa, basato su dinamiche fortemente immature e finito inevitabilmente in modo disastroso. Poi ognuno ha preso la sua strada e ha costruito la propria famiglia, finché ci siamo re-incrociati. Dapprima sotto forma di tradimento “classico” perché entrambi eravamo accompagnati. Poi la mia relazione arrivava alla sua fine naturale e così il tradimento classico rimaneva solo il suo. Continuava a ripetere di non volere nessun tipo di coinvolgimento “emotivo”, che la famiglia per lui veniva prima di tutto e che era felice con la sua compagna. Una serie di paletti che io ho imparato a rispettare prendendo il bello e trovando un mio spazio anche nelle limitazioni.

Fino al giorno in cui ho deciso di andare ad esplorare cosa c’era “là fuori”… Scarico una app di incontri e faccio dei tentativi: alcuni positivi, altri negativi, tutti utili a conoscermi meglio, specchiandomi nello sguardo di altri uomini. Ero assolutamente sicura che questa mia mossa non avrebbe “intaccato” il nostro rapporto. Al punto che, in un momento di confidenza, gli rivelo candidamente quello che sto facendo. E lì accade ciò che mai avrei potuto immaginare. Si innesca una reazione a catena che lo porta a far emergere la sua parte emotiva (sommersa da decenni al limite del dissolvimento totale) sottoforma di «mi hai spiazzato, mi hai fatto male, mi sento tradito». E come un fiume in piena arrivano parole cariche di consapevolezza, ammissioni sul reale ruolo e valore del nostro rapporto, presa di coscienza e di responsabilità su suoi comportamenti “egoistici” e via discorrendo, in un’analisi puntigliosa di sé stesso e a tratti addirittura inquisitoria riguardo a me e a questa mia scelta. Seppure io sia rimasta sorpresa e spiazzata dalla sua reazione, una parte di me se la aspettava. La vita ha fatto il gioco che io non sono mai stata capace di fare. E ora, caro Massimo? Ora che ci siamo specchiati veramente uno negli occhi dell’altro, che ne sarà di noi?