di Massimo Gramellini
«Eravamo innamoratissimi, mi ha chiesto di avere un figlio. Poi è diventata gelida. E ha confessato di avermi tradito». Come pensi che lei possa provare di nuovo un sentimento forte per te? Lo squilibrio è sempre fonte di guai
Caro Massimo,ho 41 anni e ho interrotto una lunga convivenza. Siamo stati una di quelle coppie «calcificate» dal Covid. Abbiamo vissuto anni splendidi: dopo un paio di anni ho iniziato a cercare una casa da acquistare assieme, per me era il sinonimo di un progetto raggiunto. Lei non lo riteneva importante. È una donna poco frivola, essenziale. Mi chiede di provare a fare un figlio, nonostante non fosse mai stata un’amante dei bambini e di chi le poteva limitare la libertà. Dopo circa un anno di tentativi infruttuosi, ci siamo affidati a un centro di procreazione assistita per un suo piccolo problema. Nel frattempo, le ho chiesto di sposarmi ed è stato bellissimo, eravamo emozionatissimi. Emanavamo amore a metri di distanza. Nondimeno, avevo notato un certo egoismo nel suo carattere e mancanza di empatia. Quando ero stato ricoverato per una brutta otite lei mi aveva mandato dei messaggi, ma nemmeno una telefonata. Si era giustificata dicendo che non voleva disturbare e che faceva lo stesso con i genitori e le amiche. Nell’ultimo anno ho vissuto un periodo stressante al lavoro che ha portato a un po’ di appiattimento nel nostro rapporto sotto tutti i punti di vista, ma per me non c’erano altri motivi. Lei la vedevo sempre più scarica, assente. Le chiedevo cosa avesse, sentendomi rispondere che era tesa per la terapia imminente (riguardo alla procreazione assistita, ndr) e che gestiva male i fallimenti. A tre giorni dall’inizio della terapia, mi confessa di avermi tradito con un suo collega da un mese e mezzo. Senonché, subito dopo la sua ammissione, ricevo un messaggio dal suo amante in cui mi dice che la loro storia andava avanti da molto di più. Le ho chiesto che cosa volesse fare, mi ha risposto che vedeva me come l’uomo della sua vita e il padre dei suoi figli, ma che si era infatuata di questa persona, simile per certi versi a me, però dotato di maggiore leggerezza. Ma non lo amava. Ho scelto di perdonarla, ma dopo qualche settimana l’ho scoperta all’uscita di una palestra in compagnia di lui e in atteggiamenti inequivocabili. Senza dirle che li avevo scoperti insieme, le ho domandato se si fosse rivista con l’amante, ricevendo l’ennesima bugia. A quel punto le ho chiesto di andare via di casa. Lei ha accettato dicendo di essere confusa, di aver bisogno di tempo e di voler stare da sola, vedendo me nel suo futuro, ma di non essere sicura del presente. Intanto però lei da sola non ci sta: dorme da lui. Io sono ancora profondamente innamorato e mi chiedo se questo rapporto è recuperabile e come. Ma mi chiedo anche se questa persona che mi ha portato dal paradiso all’inferno, sia la persona giusta per accompagnarmi nella vita.f.







