di Massimo Gramellini

«Rimbalzare fra moglie e amante fa male a entrambe. E pure a te. Non puoi capire cosa vuoi, se non sai chi sei»

Caro Massimo,conosco in chat una collega, sposata come me. Abitiamo a migliaia di km di distanza, ma dopo qualche tempo il destino ci costringe a frequentare entrambi un corso che ci avvicina anche fisicamente. Confesso tutto a mia moglie e lei chiede la separazione, dicendo di volerlo fare per regalarmi la felicità. Ma dopo qualche mese inizio a vedere il volto di mia moglie quando ero con l’altra donna, anche nei momenti di intimità. Sono costantemente preoccupato per lei, ho paura che le possa accadere qualcosa, che si trovi sola, che muoia sola. Mi rivolgo a una psicologa per capire se quello che mi accade sia legato ai sensi di colpa e lei mi dice che io amo mia moglie proprio perché la vedo anche nel volto dell’altra. Le chiedo cosa pensa della mia relazione parallela e mi dice che è una storia sporca basata sul tradimento. Decido di impormi di chiudere con l’altra e di chiedere a mia moglie di riprovarci. La strada è tortuosa perché lei ha momenti in cui mi rinfaccia le cose o dubita della mia sincerità, mi controlla, di fondo so che mi ama, ma inizio ad avvertire il dubbio che un vaso polverizzato possa essere ricostruito. Nel frattempo, mi ricontatta l’altra donna e piano piano iniziamo con i messaggi di prima che mi regalano leggerezza e mi dico che il ritorno di fiamma con mia moglie è solo legato ai miei sensi di colpa e che stando con lei, ma amando quell’altra, farò soffrire tutti e tre. Una sera mia moglie mi chiama per dirmi che preferirebbe restassimo amici perché non pensa che potrà vedermi più come marito. Ho la sensazione che non sia sincera e le dico di aspettare perché a breve inizierà un percorso con una psicologa. Dopo qualche giorno, mi ricontatta l’altra e ci casco nuovamente, ma i nostri contatti si basano ormai solo sui messaggi sebbene lei mi abbia invitato più volte a raggiungerla. Non ti nego che ci andrei subito perché mi manca, ma ora sento di non volerlo fare, non sarebbe corretto nei confronti di nessuno, in primis verso mia moglie che, nonostante tutto quello che ho fatto, mi ha perdonato. Mi trovo in trappola, in un limbo che mi sta facendo solo male. Con una c’è solidità, l’amore di una vita, ma mi sembra di non farcela, o forse non è quello che voglio. A volte mi sento angosciato e subito penso alla leggerezza che mi dà l’altra, a quanto stavamo bene insieme, ma ricordo anche di quando ero con lei e andavo in panico per mia moglie e non vivevo felicemente il rapporto. Non so più quale strada percorrere e veramente la mia è una richiesta di aiuto.GAETANO