Cara Maria,leggo sempre questa rubrica e noto che ci sono molte lettere che riflettono quello che provo e pezzi della mia vita. In tanti, arrivati a un’età “di mezzo”, per non dire tre quarti, si chiedono: ho ancora tempo? Anche quando l’anagrafe non è poi così ostile e non hai ragione di pensare che quel tempo tanto agognato stia sfuggendo. Mi sono sposata giovanissima, presa da una passione irreprimibile, nonostante tutti intorno a me mi dicessero di andarci cauta. Ho amato con passione, anche se devo ammetterlo, senza tenacia. Alti e bassi come nelle montagne russe, con la discesa inebriante e spaventosa, come anche la risalita. Fermarmi è sempre stato difficile, indispensabile avere una vita e una scusa per la fuga. Fuggire come antidoto alla noia, o forse alla “morte”. Alla prima avvisaglia di stanchezza, di noia, di senso di estraneità, quella voglia di girare pagina, di cambiare libro, alla disperata ricerca di un finale adatto a me. La ricerca e la paura di una fine, questo il nodo e la dannazione di tutta una vita. Anche per questo probabilmente non ho voluto figli, consapevole di non poter infliggergli una crescita sul volano delle montagne russe. Oggi quella dimensione non mi manca, ma spesso corro con il pensiero a come sarebbe stato, a come sarei stata. Quel che mi manca è invece un Amore, con la lettera maiuscola, quello che ho rincorso e fuggito tutta la vita. Ma adesso alla soglia dei 60 anni le occasioni sono rare e quando ti sembra di intravederle capita che i si sgretolino come neve al sole, lasciando una pozza di delusione. Vedo amiche che sono pacificate, che non cercano emozioni e nuove occasioni, anche felici di una nuova stagione in cui il desiderio si trasforma e si attutisce, come anche i sensi. Se capita bene, se non capita meglio. Tutte le lettere e le risposte di Maria Corbi Io Invece vorrei che capitasse ancora, non sono pronta a rifugiarmi nella calda trapunta della terza età. Non voglio qualcuno con cui invecchiare, ma un uomo con cui vivere fino all’ultimo, senza freni dovuti a quello che si pensa si possa o non fare a una certa età. Ma intorno a me vedo solo persone stanche e poco motivate a rimanere vigili con le emozioni e con i sensi. Magari una serata va bene, ma un progetto è troppo impegnativo. Un panorama desolante di coetanei poco interessanti che cercano semmai la storia di qualche notte ma non un nuovo percorso a due. Un problema anagrafico, mi dicono le mie amiche, come se l’età fosse una condanna senza appello per la voglia di vivere le emozioni. Non mi riconosco in questo limite, non lo accetterò mai. Sempre su questa rubrica ho letto la riflessione di una lettrice in cui mi ritrovo pienamente: «Avere vissuto dando la priorità alle emozioni, a se stessi, significa dare un grande valore alla vita, sicuri che abbia senso viverla senza compromessi, rischiando anche di inciampare e di rimanere soli». Per poi chiedersi: «È forse la nemesi naturale di chi è stato la cicala dei sentimenti? In ogni caso, contro ogni buonsenso, io continuo a crederci».Monica Risposta Cara Monica,belle le montagne russe ma stressanti. Capisco che l’adrenalina sia necessaria a volte, ma non sempre. Che fatica sarebbe la vita, e a volte lo è, con continue salite e rapide discese. L’età non c’entra con i sentimenti che ti fanno eccitare e le emozioni, quando sono autentiche. Crescendo diventiamo sempre più selettivi e non ci basta un battito del cuore e una farfalla nella pancia per cambiare le nostre vite. Non esiste comunque una ricetta e non devi sentirti esclusa dal circoletto delle amiche appagate dalla “tranquillità”. Ognuno vive la vita come crede, come immagina, come sente. Nella tua lunga lettera mi racconti di quell’amica che ha con il marito un rapporto invidiabile, fatto di complicità, progetti comuni, amici, continue telefonate durante la giornata. Me ne parli come se quella fosse la tua “meta”, ma poi mi racconti altro, concentrandoti solo sulla parte entusiasmante, sensuale, totalmente emotiva di una relazione. Dalla mia esperienza le coppie come quella di cui mi parli, hanno superato il “giro della morte” delle montagne russe e viaggiano su un tranquillo tapis roulant. La stabilità e la continuità al posto degli scossoni e dei relativi brividi. Tutta la vita hai cercato altro quindi non mentire a te stessa immaginandoti in un ruolo che a te non calza affatto. Non esiste un tempo limite per amare e per la passione, se non imposto da noi. Dobbiamo a un certo punto della vita fare un bilancio di quello che è stato per capire come andare avanti, cosa cercare, come ottenerlo. Oppure lasciarsi vivere, ma senza farsi soffocare da rimorsi e rimpianti. Non è importante cosa è stato ma cosa sarà, cosa può essere in questo istante. Correre avanti e indietro nel tempo, con i ricordi, le occasioni mancate, i sogni da esaudire può essere uno sforzo che ti impedisce di cogliere l’attimo e le occasioni ora e adesso. Certe scelte fatte non si possono cambiare, ma se ne possono fare altre, per poi cambiare ancora direzione. Con la consapevolezza che scendere dalle montagne russe e accomodarsi su un tapis roulant può non essere poi così male.