Ti scrivo perché ho bisogno di uno sguardo severo. Ho poco più di quarant’anni, sono sposata da molti anni con un uomo molto diverso da me per storia, famiglia e modo di stare al mondo. Io sono cresciuta protetta, senza grandi urti, e sono passata quasi direttamente dall’adolescenza al matrimonio. Abbiamo due figli ormai grandi, autonomi, forse la cosa migliore che abbiamo fatto insieme.

Dopo anni è arrivato un primo tradimento, con una persona conosciuta nel mio ambiente di lavoro. Allora mi sembrò enorme. Oggi lo vedo più come un sintomo. Abbiamo provato a ricucire e il matrimonio è andato avanti.

Poi, col tempo, è rimasto soprattutto il vuoto: poco desiderio, poca complicità, nessun progetto comune. Non odio mio marito. Credo che anche lui abbia sofferto, solo in modo più passivo. Io mi sono rifugiata nel lavoro, nella disciplina, nella terapia, nel tentativo di restare in piedi.

Da qualche tempo c’è un altro uomo. Più grande di me, sposato, con un figlio ancora non adulto. Dice che il suo matrimonio è finito da anni, che non c’è più sesso né stima. So bene quanto queste frasi siano prevedibili. Eppure con lui mi sono sentita di nuovo viva: desiderata, leggera, presente.

Qualche mese fa ho perso una persona fondamentale. Prima di morire mi ha detto di fare ciò che mi rende felice. Da allora non riesco più a fingere.