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Candida Morvillo

In 20 anni il fenomeno è esploso: +238% rispetto al 2004, quando erano stati 1.766. E ci riprovano i divorziati

Carla Sozzani si sposa oggi a 79 anni: «A questa età è più romantico che da giovani», così ha detto al Corriere di Bergamo la fondatrice dell’iconico concept store milanese 10 Corso Como. Dice «sì» all’artista americano Kris Ruhs, suo compagno da 37 anni. Meglio tardi che mai. E non è l’unica a pensarla così. Nell’Italia in cui ci si sposa sempre meno, le nozze in età avanzata aumentano invece vertiginosamente. Nel 2023, si sono sposati 5.971 ultrasettantenni: il 238 per cento in più rispetto al 2004, quando erano stati 1.766. Le donne sono passate da 297 a 1.314, gli uomini da 1.469 a 4.657. I numeri si ricavano dalle tavole Istat disponibili dal 2004 al 2023. E anche un’elaborazione Censis sul ventennio 2004-2024 ma tra gli over 65 mostra un vero exploit, con i matrimoni in cui almeno uno degli sposi è over 65 che passano da 3.058 a 10.043, proprio mentre il numero complessivo dei matrimoni s’inabissava da 248.969 a 173.272.

Insomma, un tempo, il matrimonio era un punto d’inizio. Ormai, è un punto d’arrivo. A volte, è il sigillo a un amore di vecchia data, a volte una scommessa sul futuro di un nuovo amore. Sorprendente è accorgersi che molti over, soprattutto al femminile, sono al primo matrimonio: le nubili over 70 erano 148 nel 2004; oggi sono 444. E sembra di vedere donne che sono state pioniere della libertà di non sposarsi, che hanno dimostrato di poter vivere, lavorare, avere figli e costruirsi una posizione senza un marito. Poi, avendo dimostrato di non averne bisogno, hanno deciso di prenderne uno. Non per necessità, come capitava spesso alle loro madri, ma per scelta.