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«Secondo la Cgil Sicilia il Ddl Coesione e crescita approvato dalla giunta regionale non darebbe risposte alle vere emergenze della Sicilia. Prendiamo amaramente atto, quindi, che per questo sindacato tra le priorità dei siciliani non figurano, ad esempio, le misure a sostegno di famiglie, imprese e per l’edilizia sanitaria, i contributi contro il caro voli, l’aumento dei fondi per i Comuni, gli stanziamenti per realizzare parchi e orti urbani, quelli per garantire la manutenzione straordinaria delle scuole e l'acquisto di opere d’arte da destinare ai musei siciliani, il fondo per la disabilità e così via». Con queste parole Giorgio Assenza, capogruppo all’Ars di Fratelli d’Italia, ha commentato le dichiarazioni di Alfio Mannino. «Quella della Cgil - aggiunge - è una polemica palesemente infondata, più da partito ombra d’opposizione che da sindacato, infarcita di slogan demagogici. Ad esempio quelle che lui definisce mance elettorali sono in realtà interventi concreti a sostegno dei territori e delle comunità».

Sulla stessa linea anche la posizione di Forza Italia, con il capogruppo all'Ars, Stefano Pellegrino che contesta il punto di vista espresso dal segretario regionale della Cgil che «Appare ormai sempre più integrato nell’opposizione politica, più che rappresentare una forza sindacale, e sempre più evidentemente lanciato in campagna elettorale. Peccato che, nel farlo, dimostri di non conoscere le elementari regole del rapporto tra istituzioni».«Oggi infatti - osserva Pellegrino - Mannino rinfaccia al governo il fatto di lasciare margine al confronto parlamentare nella sua proposta di manovra. Mannino sembra ignorare che è proprio questo il cuore del metodo democratico: il governo propone, l’Assemblea discute, modifica e approva. Se per Mannino questo è mercato delle mance, allora forse ha dimenticato che il Parlamento non è un ufficio di ratifica, ma il luogo della rappresentanza e del confronto ed il luogo che dà rappresentanza alle comunità. È paradossale che venga criticata proprio la prassi che garantisce il ruolo dell’Ars e dei territori. Quanto al merito - conclude Pellegrino - la logica è sempre la stessa: se il governo annuncia e propone interventi per i territori, si parla di 'spartizionè; se non lo facesse, si griderebbe alla disattenzione. Non hanno argomenti e non sanno più su quali specchi arrampicarsi».