Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLeggere ogni singolo aspetto della realtà attraverso gli “occhiali della politica” o misurare tutte le cose con “il metro della politica” è oggi l’equivalente della formula “Tutto è politica” che ha vissuto la sua stagione d’oro durante il Sessantotto e negli anni ’70. Sostenere che ogni aspetto della vita quotidiana è influenzato da scelte politiche e rapporti di potere fra destra e sinistra, non è di per sé nocivo in una stagione in cui quasi un elettore su due si dichiara disinteressato alla politica, rifugiandosi nell’astensione e dunque accettando passivamente lo status quo.
Tuttavia, la divisione ideologica fra destra e sinistra come unico criterio per giudicare gli eventi e i protagonisti della cronaca, come se le visioni della destra e della sinistra esaurissero la totalità dell’esperienza umana, è semplicemente aberrante. La dimensione spirituale o esistenziale, l'affettività, l’arte, la ricerca scientifica, pur venendo inevitabilmente toccati dal contesto politico in cui vengono praticate, si muovono su un altro piano. Invece, non c’è libro o film in uscita oppure impresa sportiva o evento di cronaca bianca o nera che non si trasformi in uno scontro di appartenenza ("noi contro loro").









