L'Editoriale

Mercoledì 05 Agosto 2026

ITALIA. Da alcuni anni due fenomeni sembrano delineare le vicende del nostro Paese. Da un lato è evidente il declino della politica come elemento fondativo del tessuto civile e come detentore delle scelte operate sulla base della volontà popolare e dell’obiettivo di buon governo.

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Allo stesso tempo emerge in misura sempre più imperiosa un’onda populista scevra totalmente dall’idea stessa di operare nell’ambito di un confronto politico razionale e ragionevole. Il declino del ceto politico, nel suo insieme e fatte salve le numerose e coraggiose eccezioni, è frutto amaro di progressiva carenza istituzionale, che scivola talvolta in una marcata ignoranza. Che determina inadeguatezza a garantire la ragionevolezza di una qualsivoglia scelta politica. In merito è quasi inevitabile prendere atto che gli accenti sguaiati del fronte populista guadagnano terreno, facendo leva sul malumore di parte crescente dei cittadini. La stampa sovente cade nella trappola di battere il tamburo, dando spazio eccessivo all’indecenza di slogan e parole d’ordine che sfiorano lo sciacallaggio. Non è superfluo concludere che l’obiettivo sembra essere «vinca il peggiore».